Quel futuro è oggi…


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Francesco Papafava

Α 28.01.1930            Ω 23.05.2013

 

“Quando percorsi la prima volta questa vallecola dell’Antella, subito notai
questa compatta unità edilizia ecclesiale con un rustico vicino. Spiccava
inconsueta su questo poggio fra colline di insediamenti campestri sparsi.
Chiesa e abitazione come una pieve medievale, ma assai più piccola,
stalla-fienile annesso. Non era più abitata, la chiesa spogliata e ridotta
a magazzino di materiali abbandonati. Luogo antico di riunioni, di
speranza, che di speranza sono le preghiere, e di lavoro. Ancora in decenni
recenti vi abitava una famiglia di agricoltori e non molto tempo prima,
ogni anno i contadini dei dintorni vi conducevano i bovi per essere
benedetti. Trattori di tempi andati, i bovi fin da secoli remoti, aggiogati
in coppia tiravano i carri, l’aratro e l’erpice. Un carro di quegli
anni è ancora qui nel portico diruto. Per anni con Riccardo Francovich,
nostro vicino, vagheggiavamo di acquistare insieme questo complesso per
restaurarlo. Non sapevamo chi fossero i proprietari, molti, lontani e
sparsi. Teneva molto alla chiesa trecentesca Riccardo, grande archeologo
medievista; intendeva restituirla alla dignità antica. Noi pensavamo alla
casa e agli olivi confinanti col Poderino: chissà! Forse in futuro utile
alla famiglia.

Quel futuro è oggi.

Bianca e Andreas, dopo aver dubitato se stabilirsi a
Berlino, hanno deciso per l’Antella e grazie a Giovanna hanno preso il
complesso. Mauro, Matteo e i suoi muratori albanesi vi stanno applicando bravamente
competenze e lavoro, Bianca, Andreas coi loro figlioli vi abiteranno.
San Bernardo rinasce nella sua tradizione. Presto, come da sempre è stato,
luogo di accoglienza, di abitazione e di lavoro. Speranzosi
nell’avvenire, nella chiesa – ecclesia in greco significa assemblea,
riunione di popolo – rinata a nuova vita, Bianca accoglierà bambini e
ragazzi per insegnare a danzare, Andreas spiegherà le tecniche del
multimediale e l’apriranno a pubbliche manifestazioni – anche a quelle
promosse dal Comune. Vi avranno ospitalità danze, musica, recitazioni di
piccoli e ragazzi. Altri insegnanti spiegheranno ai grandi come vivere con
meno acciacchi nel corpo e nello spirito. Spazio nel campo per giocare e
fare merenda, per riconoscere le piante, rispettare le erbe e i fiori.
Negli alberi matureranno le olive, sorelle di quelle del Poderino.”

 

Il Discorso di Francesco Papafava in occassione della Festa per la copertura del tetto del San Bernardo, il 6.04.2012

Francesco Papafava ha sempre creduto nel progetto San Bernardo.

La sua visione oggi in parte è realtà.

Grazie Francesco