Crescere Insieme


APD San Bernardo

Comprendere, sperimentare, facilitare lo sviluppo senso-motorio del bambino nei primi anni di vita

Gruppi genitori bambini 0 – 12/18 mesi e 18 – 36 mesi,  incontri individuali, gruppi pre e post parto, progetti per nidi d’infanzia, formazione educatori

 

a cura di Bianca Papafava

diplomata presso l’Università delle Arti di Essen – Germania

Certified Somatic Movement Educator e Infant Developmental Movement Educator in Body-Mind Centering®

 

 

Uno sviluppo senso-motorio progressivo e ottimale è il primo passo per la crescita di un individuo sano e libero di scegliere, nel rispetto e nella cura della comunità.

  • Condividere lo splendore dello sviluppo e sostenere le tappe della crescita nei primi anni di vita
  • Dare spazio al potenziale motorio ed espressivo del bambino
  • Vivere con agio la relazione con il bambino
  • Porre solide basi per tutti i processi di apprendimento
  • Trovare supporto in caso di coliche, sonno irrequieto, pianto eccessivo, ipo e ipertonia, motricità grossa e fine

 

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INTRODUZIONE

Il bambino è il protagonista attivo dello sviluppo con la sua voglia di muoversi e scoprire il mondo. Nei primi anni di vita acquisisce abilità che gli consentono di inserirsi nel contesto in cui vive. Il patrimonio genetico della specie che permette lo sviluppo semso-motorio è fortemente influenzato dalle esperienze quotidiane, che danno origine a modelli di comportamento e plasmano la mente del futuro adulto.

CONTENUTI

Interagendo con il bambino il facilitatore osserva lo stadio dello sviluppo in cui esso si trova indipendentemente dalla sua età. Individua schemi di movimento più o meno funzionali, preferenze, inclinazioni, interessi e attraverso il gioco, il tocco, il contatto, l’utilizzo di materiali e oggetti specifici per le esigenze del bimbo, offre scelte alternative che gli permettono di acuire :

– il senso di agio
– il senso di sé
– la relazione tra dentro e fuori
– la relazione con la gravità e lo spazio
– la relazione con i coetanei, la famiglia e i prestatori di cura
– il rapporto con gli oggetti e i giocattoli
– l’iniziativa e la sequenzialità del movimento
– la modulazione fra attività e riposo
– gli stati di attenzione e intenzione

OBIETTIVI

  1. Favorire la realizzazione del potenziale motorio e espressivo del bambino e prepararlo a tuttele interazioni della vita futura a livello fisico, cognitivo, emotivo e sociale.
  2. Accrescere le competenze dei genitori e degli educatori circa le abilità motorie e percettive dei loro figli e dare loro maggiori strumenti per affrontarne l’evoluzione, anche dopo l’anno di vita.
  3. Rafforzare la relazione genitore-bambino e la relazione educatore-bambino
  4. Fornire strumenti ai bambini, ai loro genitorie/o prestatori di cura per affrontare disagi come coliche, sonno irrequieto, pianto eccessivo, ostacoli che hanno a che vedere con motricità grossa e fine e stati di ipo e ipertonia.

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STRUMENTI E METODI

L’approccio è di tipo esperienziale ovvero basato sull’esperienza diretta e personale dei partecipanti in relazione con il contesto e il gruppo.
Il facilitatore osserva e interagisce in modo non invasivo né giudicante.
Grazie ad una conoscenza esperienziale e integrata delle tappe dello sviluppo senso-motorio, il facilitatore non focalizza la sua attenzione sul problema, ma valorizza l’individualità del bambino, coglie i momenti di gratificazione e si lascia guidare dal bambino per sostenerlo nei punti di forza e nelle debolezze.

Il facilitatore coinvolge i genitori e i prestatori di cura in modo che essi possano ripercorrere personalmente tappe importanti dello sviluppo insieme al loro bambino, sperimentando in pieno lo splendore di questa fase della vita e vivendo con più agio la relazione con il bambino.

Il facilitatore fornisce inoltre agli adulti criteri e indicazioni specifici per comprendere il movimento del bambino e per interagire con lui in modo da ampliare le sue possibilità di scelta dal punto di vista motorio ed espressivo, aiutandolo a perseguire e raggiungere ciò che desidera, a essere ben radicato nel mondo, a vivere relazioni e legami in modo autonomo e responsabile.

Lo scopo del facilitatore non è insegnare qualcosa, ma facilitare un processo in cui il bambino è protagonista attivo. La qualità della presenza, il movimento e la relazione corpo-mente costituiscono la base per l’apprendimento presente e futuro, dove l’esperienza concreta e personale è il punto di partenza, la conoscenza di sé consente la conoscenza del mondo e durante il quale l’attenzione si concentra sul porsi domande piuttosto che ottenere risposte, sul processo piuttosto che sul risultato.

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